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iniziative

Riteniamo che le arti marziali in generale e l’aikido in particolare possa essere un sistema per migliorare la propria salute. Partendo da questo pensiero dal 2015 abbiamo iniziato una collaborazione con l’associazione AMOP (Associazione del Malato Oncologico Piacentino).

DA QUALE IDEA E’ NATO IL PROGETTO, DA DOVE SIAMO PARTITI ?

CUT THE CANCER
E’ un programma riabilitativo  sviluppato Associazione Aikido of America. che prende gli aspetti fisici, spirituali e filosofiche della tecnica Aikido e applica questo alla crescita personale

Il programma contiene 3 componenti essenziali: di base
1) meditazione ed esercizi di respirazione
2)i stretching e rafforzamento; a basso impatto,
3) studio basato sull’uso del  bokken (spada di legno).

COME FUNZIONA IL PROGRAMMA? 
Il programma è uno studio di principi di Aikido volti a favorire il coordinamento della forza fisica e mentale.

PERCHÉ LA PRATICA CON IL BOKKEN (SPADA DI LEGNO)? 
La nostra formazione con la spada ci offre l'opportunità di imparare a tagliare le nostre paure, le insicurezze e problemi con fiducia in se stessi, dandoci una visione diversa della vita.
E 'stato detto che ... "La spada che prende la vita può essere la spada che dà la vita. Attraverso la nostra formazione con la spada tagliamo  la paura, che è un modo di dire che vediamo noi stessi per quello che siamo veramente.
 Poi possiamo esercitare la grande spada, la nostra esistenza, la nostra vita, correttamente ". 
QUESTO IL PROGETTO SVILUPPATO IN AMERICA


Ogni sessione di Aikido la viviamo come un evento unico, un tempo privilegiato in cui pratichiamo per sentirci vivi, liberi, offrendoci un’attenzione amorevole nel prenderci cura della nostra crescita.

 Il primo passo lo facciamo entrando in contatto con noi stessi attraverso l’Aiki Taiso. Una vera e propria ginnastica energetica preparatoria, in cui coltiviamo la percezione del nostro corpo

L’autoascolto è la regola.

Attraverso movimenti ampi e completi rivitalizziamo il nostro corpo restituendogli flessibilità, mobilità articolare e vitalità, aprendo mente e cuore all’unisono con l’Universo in movimento

Prendiamo contatto con il nostro Centro unificatore, il Tanden, non solo centro geometrico del nostro corpo ma anche luogo energetico in cui focalizzeremo la nostra presenza mentale per restare centrati in equilibrio dinamico anche quando saremo in movimento, sollecitati emotivamente dall’esterno

Lasciamo andare le tensioni emotive ritrovando il gusto di essere presenti a noi stessi, qui e ora.

Coltiviamo un respiro corretto e completo fino a raggiungere una rinnovata limpidezza psicofisica.
Attraverso questa preparazione che ci aiuta a mettere ordine in noi stessi, ci rendiamo idonei a contattare gli altri per praticare insieme l’Aikido come Meditazione in movimento.

Aspetto peculiare dell’Aikido è la pratica da svolgere insieme.

Un’esperienza unica nel suo genere, in quanto i praticanti, pur rifacendosi al linguaggio del combattimento simulato, sono chiamati, attraverso l’esecuzione di movimenti tecnici, ad entrare in sintonia tra loro, attraverso una vera e propria connessione di mente, di corpo e di spirito.

L’obiettivo non è tanto sopraffare l’altro, bensì, esprimere una perfetta ed armonica gestione di se stessi come risposta ad una determinata situazione d’attacco.

In questo gioco in cui simbolicamente la vita viene messa a rischio, entrano in atto parecchi fattori da armonizzare: aspetti psichici, emozionali, fisici, il tempo, lo spazio.

C’è il confronto tra due intenzioni, due strutture corporee, due libertà.

Per di più la regola vuole che non si usi la forza cieca ma si applichi il principio dinamico autentico per raggiungere la rottura dell’equilibrio nel controllo del compagno.

La pratica stessa, se vissuta coerentemente, produce sensibilità, capacità di focalizzazione e coordinamento psicocorporeo.
L’altro non verrà mai considerato come avversario, ma come compagno d’allenamento, parte della propria vita, degno di cura, rispetto e attenzione.

L’Aikido come meditazione si realizza quando tra i due praticanti s’innesca una fluidità ed una continuità di movimento, tali, da non richiedere più il controllo mentale sull’azione, abbandonandosi spontaneamente ad una varietà infinita di movimenti, liberi ormai da qualsiasi schema tecnico, essenziali invece, corretti e puntuali nell’esecuzione.


L'aikido e la risoluzione dei conflitti

Nell'aikido trova piena applicazione il tipico concetto orientale del principio di non resistenza nella sua più alta espressione, il quale esprime esattamente il concetto opposto del noto principio occidentale “MI SPEZZO MA NON MI PIEGO”

È importante però evidenziare come il concetto di non resistenza non significhi restare inermi nei confronti di un ipotetico avversario;

significa invece che la scelta fondamentale e prioritaria fra tutte le opzioni possibili volte alla risoluzione di un conflitto, consiste innanzi tutto nella ricerca della massima conservazione della propria integrità fisica, la quale è possibile solamente quando ci si faccia scivolare di dosso il peso del conflitto senza subire le conseguenze che derivano dalla contrapposizione forza contro forza.

Il tipico esempio orientale del ramo del salice che flettendosi sotto il peso della neve abbondante se la fa scivolare di dosso lasciando che cada a terra per effetto della stessa azione del suo peso e in questo modo si mantiene ben integro e vegeto, simboleggia giustamente il principio di non resistenza, al contrario del ramo della quercia che invece, non potendo sopportare lo stesso carico di neve e non volendosi piegare, si spezza e muore.

Il principio di non resistenza, non rende dunque inermi o non porta ad accettare supinamente gli eventi e il compimento dei fatti, bensì educa e favorisce lo svilupparsi della capacità di sottrarsi agli eventuali effetti negativi delle azioni altrui, lasciando che queste ultime si esauriscano naturalmente senza che, per questo, ne derivi un danno per l'aikidoka

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